Il Mancino – Numero otto

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Nel riflettere sul nostro paese, sui nostri concittadini e sull’Italia in sé, è difficile non trovarsi a fare confronti alla ricerca di analogie e differenze con gli altri paesi, soprattutto europei. E allora ci si chiede: perché in Francia una proposta di Legge del Lavoro è stata contestata così fortemente dal popolo, bloccando l’intero paese per settimane, mentre la protesta contro il Jobs Act italiano è stata difficile e, anche se condivisa, partecipata molto scarsamente? Gli italiani sono davvero un popolo “pasta-pizza-bella vita”? L’Italia è stata patria di grandi mobilitazioni e rivoluzioni, dall’aver avuto il più grande partito comunista occidentale al movimento pacifista noglobal di Genova, passando attraverso degli scoppianti anni settanta. E allora dove è finita questa voglia di cambiamento sociale, questo credere in un mondo migliore? Perché la Francia riesce ancora a riempire le piazze, mentre l’Italia sembra andare verso un futuro di disinteresse sociale? La risposta non la abbiamo, ma bisogna tener presente che obiettivo dei governi che si sono succeduti negli scorsi decenni è stato quello di declassare i corpi intermedi, e di conseguenza la possibilità per le persone di partecipare attivamente alla vita politica. A lungo andare l’Italia si è vista portare via la possibilità di comprendere la politica, e quindi di affezionarcisi; siamo diventati sempre meno coinvolti e appassionati, e questa potrebbe essere la chiave di tutte le domande. Bisogna riprendere in mano la vita del nostro paese, tornare ad essere attivi ed emozionati quando si parla di Italia, perché, infondo, si parla di noi.

La redazione 
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