La realtà che non consola: gli allarmanti dati su giovani e lavoro in Veneto – Il Mancino

Tirocini non pagati e salari bassi. Questo è il quadro che emerge nei giornali locali di oggi relativamente alle prospettive occupazionali dei giovani nella provincia di Padova.

In Veneto sono Padova e Rovigo le città che offrono meno opportunità ai giovani, con un tasso di disoccupazione (tra i 15 e i 29 anni) rispettivamente del 21,2% e del 27,8% (dati ISTAT relativi al 2015).

disoccupazioneDati ISTAT sulla disoccupazione giovanile

Le singole esperienze evidenziano la gravità del problema, infatti, oltre ad esserci un’offerta lavorativa troppo bassa spesso gli impieghi non sono all’altezza dei giovani lavoratori che anche dopo la laurea non riescono a trovare un impiego lavorativo retribuito.
È il caso di un ragazzo ventiseienne che frustrato dalla situazione scrive al giornale “Il Mattino di Padova” la sua esperienza: dopo aver conseguito una laurea con lode all’Università Ca’ Foscari di Venezia finisce per fare 13 mesi di tirocinio non retribuito.
Queste le sue parole:

 

Il punto è che io voglio lavorare e ancor più imparare, ma soprattutto non rischiare di perdere questo posto con la più che probabile difficoltà di trovarne un altro. Però credo che dopo più di un anno il mio lavoro qualcosa valga, per quanto poco. La legge, purtroppo, sembra consentire tutto ciò, avendo reso obbligatoria la retribuzione dei tirocini solo per le professioni non regolamentate da ordini. La domanda che io mi pongo è se sia normale che io debba trascorrere 10 ore al giorno in ufficio senza poi potermi permettere neanche una pizza nel weekend. A 26 anni vorrei potermene andare di casa, magari insieme alla mia ragazza, ma evidentemente dovrò fare la figura del bamboccione ancora per un bel po’.

 

Queste situazioni ci ricordano il drammatico quadro lavorativo del nostro paese, in cui il simbolo del lavoro di noi giovani non sembra essere altro che il Voucher.
Il mondo del lavoro ci influenza sempre di più ma al contempo sembra qualcosa che ci tocca subire più che scegliere, siamo sempre più disillusi e preoccupati dal futuro e non vediamo gli adeguati interventi da parte delle istituzioni per risolvere queste problematiche.

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Nei prossimi mesi saremo schierati dalla parte dei due SÌ ai referendum promossi dalla CGIL, vogliamo che questo appuntamento diventi l’occasione per parlare ai giovani dei loro diritti e delle loro tutele, dei contratti, della realtà lavorativa che gli si presenta nella loro quotidianità. Tutto ciò ci permetterà di affacciarci al mondo del lavoro in maniera informata sulla sicurezza, sui diritti e sui trattamenti che possono o meno subire.

Fonti: Il Mattino di Padova, Istat


la Redazione

 

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