L’assessore Donazzan e la transfobia

Quanto sarebbe bello, se l’assessore Donazzan si preoccupasse delle spese che gli studenti affrontano per garantirsi un’alternanza dignitosa, del costo dei libri, delle scuole che crollano a pezzi anziché del sesso degli insegnanti della propria regione. Come se l’assessorato all’istruzione titolasse ad esprimere vincolanti giudizi etici sulla vita delle persone.

I commenti della Donazzan sono una buona cornice istituzionale allo striscione di lotta studentesca “tette fuori pene eretto la buona scuola ha il prof perfetto”. Fa quasi sorridere, nel 2017, vedere che qualcuno si scandalizza per gli orientamenti dei professori, terrorizzato dal fantasma del contagio nei confronti dei poveri e indifesi adolescenti veneti, così impreparati alla diversità che chissà quanto potrebbero rimanere impressionati!

Caro Assessore, noi studenti, da questo punto di vista, siamo due passi più avanti di lei.photo6030549871234230402

Conosciamo la diversità, la osserviamo e la esprimiamo ogni giorno, su internet e nella vita reale. Ci piace giudicare i professori, ci piace moltissimo. Ma ci accorgiamo di quanto un giudizio possa risultare crudele, se non ha come base il modo in cui il prof insegna, il suo rapporto con gli studenti, la sua capacità di spiegare chiaramente un concetto, la passione che le sue parole a volte riescono a generare in noi.

Le sue dichiarazioni sono vecchie come i muri degli edifici in cui studiamo.
La scuola che vogliamo per la nostra regione è aperta, è avversa alle discriminazioni, è capace di guardare oltre, costruttrice di quei valori che lei mortifica quando sentenzia che “un trans non può insegnare”. Ci sono concetti così banali che risulta persino complesso argomentarli. Invitiamo l’assessore (e con lei i militanti di Lotta Studentesca Vicenza) a uscire di casa, respirare una boccata d’aria del nuovo millennio e a cominciare a vedere la scuola con lo sguardo rivolto al futuro, e non al passato.

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