RETE e UDU in consiglio regionale: Investimenti insufficienti!

Oggi Mercoledì 22 Novembre 2017 come Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari del Veneto siamo stati in Regione a palazzo Ferro Fini a Venezia per assistere alla discussione del bilancio preventivo regionale per il 2018. Purtroppo abbiamo potuto constatare come gli investimenti per il diritto allo studio superiore e universitario non sono ancora neanche lontanamente sufficienti.

“Nella previsione di bilancio leggiamo un aumento di 2 milioni di Euro per il diritto allo studio universitario regionale. Questo è sicuramente un passo in avanti, ma non basta. Infatti si tratta di una cifra simbolica rispetto all’investimento di cui necessiterebbero le nostre Università, unitamente all’innalzamento della soglia ISPE regionale per accedere alle borse di studio a 50000 come da indicazione nazionale inoltre per ovviare al solito problema dell’estremo ritardo con il quale vengono ogni anno erogate le borse di studio è necessario che la Regione anticipi l’80% del Fondo Integrativo Statale dell’anno precedente, come approvato giusto ieri dal CdA dell’Università di Padova, in quanto pur con tutti i ritardi ministeriali che possono verificarsi ogni anno il contributo del FIS non può essere inferiore a suddetta percentuale.”

“Un altro grosso problema è l’esistenza della figura degli idonei non beneficiari, dovuta a una mancanza di fondi per la copertura totale delle borse di studio – aggiunge Gianluca Piazza, coordinatore Udu Verona – Le Università infatti si trovano costrette a colmare di tasca propria una mancanza di fondi per le Borse che dovrebbero provenire dalla Regione. Tuttavia dall’anno scorso al’Università di Verona non dispone più di fondi sufficienti a coprire queste mancanze, il che causa il problema di moltissimi studenti idonei non beneficiari.”

“Non solo, la legge 232/16 prevedeva la creazione di un Ente Unico Regionale per il diritto allo studio ma la Regione Veneto continua a mantenere i vari enti separati, andando incontro a un inutile e ampio spreco di soldi. È fondamentale inoltre che l’assistenza sanitaria diventi parte integrante del diritto allo studio universitario e che la regione stanzi dei fondi per permettere gli studenti fuori sede di avere un medico di base nella città in cui studiano. Al momento infatti uno studente può avere il medico di base a Venezia solo rinunciando al proprio medico nella città in cui risiede.

Alla luce di questo investimento positivo nel diritto allo studio universitario, la situazione delle scuole è invece peggiorata, perché i soldi andati al diritto allo studio universitario sono stati tolti dal diritto allo studio per le scuole superiori. Lo spostamento di questi 2 milioni di Euro denota un reale disinteresse nel finanziamento alle scuole del Veneto, nonostante quei soldi non avrebbero comunque garantito un miglioramento della situazione del diritto allo studio regionale poiché destinati solo a minime forme di aiuto per le famiglie.

“La Regione Veneto necessita di una vera e completa legge regionale sul diritto allo studio, che garantisca un percorso di studi gratuito agli studenti la scuola continua ad essere definanziata, e gli investimenti per l’edilizia scolastica insufficienti vista la grave situazione di certe provincie.

Esempi simbolici della situazione disastrosa dell’edilizia sono: l’istituzione del “numero chiuso” negli istituti superiori di Treviso e lo spostamento del Liceo Celio di Rovigo per mancanza di fondi per la ristrutturazione.

Inoltre la nostra regione necessita di un maggiore investimento nel trasporto pubblico agevolato per la componente studentesca. Chiediamo che i trasporti per gli studenti, sia su rotaia che su gomma, siano considerati parte integrante del diritto allo studio regionale, e che siano erogati abbinamenti regionali gratuiti per gli studenti. Non è possibile per una famiglia dover pagare più di mille euro fra trasporti e libri di testo per far studiare i propri figli.

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