NOVITA'
Scritto da Administrator   


CORSI DI RECUPERO A PAGAMENTO, GLI STUDENTI "CHIAMANO" I PRESIDI

         http://www.mondopop.it/Items/big/s%5Bdraw%5Dberry%20Shout.jpg

Verona.


La Rete degli studenti medi del Veneto torna a denunciare - dopo che già ner aveva parlato, a proposito dell’istituto Fermi di Verona - il caso dei corsi di recupero a pagamento negli istituti superiori della regione. «La nostra scuola pubblica», scrivono in un comunicato Marco Zabai e Luca Trescato, «è in ginocchio per motivi precisi; è il risultato della “riforma” Gelmini, il risultato di una politica scolastica incapace che ha voluto solo togliere risorse all’istruzione.

Finalmente anche i presidi che hanno sempre sostenuto fedelmente la Gelmini se ne rendono conto, ma la soluzione di far pagare le famiglie non è comunque giustificabile».

Per la rete degli studenti medi, «i genitori possono anche capire e comprendere ma non è detto che abbiano 100 o 200 euro da investire nei corsi di recupero, poiché il servizio pubblico deve essere accessibile a tutti. Chiediamo ai presidi di unirsi a noi nella lotta contro quest'ingiustizia».

Per Zabai e Trescato, «i corsi di recupero sono solo la punta di un iceberg molto più profondo: vogliamo ricordare l’aumento delle tasse scolastiche, i licenziamenti, la mancanza di fondi per laboratori, attività ordinarie, perfino per l’acquisto di carta igienica?

Richiederemo quindi un incontro immediato con il presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi Edoardo Adorno per elaborare linee di azione comuni.

Davanti alla svendita della scuola pubblica e dell’istruzione garantita ci stiamo preparando a opporci strenuamente.

Non siamo disposti a cedere davanti a chi ci disintegra il diritto allo studio.

Lanceremo fin da subito», conclude il comunicato, «un monitoraggio regionale delle scuole del Veneto per vedere in modo più ampio possibile quanto questo tipo di pratica sia diffusa, proponendo anche che sia fatto, in vista del coordinamento nazionale della nostra associazione, per tutte le scuole del resto del Paese».

20/05/2010

Da: www.larena.it


 
NOVITA'
Scritto da Administrator   

 


ORA DI RELIGIONE: la Gelmini invece di gioire risolva i problemi ancora aperti!


               
http://img394.imageshack.us/img394/9681/bscap0275uu.jpg

La decisione del Consiglio di Stato ci lascia perplessi ma non rassegnati, siamo convinti che la religione cattolica non solo non debba essere insegnata in una scuola che si professa laica, ma che essa non debba in nessuna maniera influire sulla valutazione degli studenti.


Crediamo che l'ora di religione sia un residuo anacronistico che trova corrispondenti solo nei regimi teocratici, e che la sentenza del Tar del Lazio andava nella direzione giusta, e cioè almeno nel non discriminare, in una scuola che è sempre più multietnica, chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica.


Quest'ultima sentenza, invece, riporta il sistema italiano di nuovo nell'abisso della discriminazione e della poca chiarezza.

Cosa faranno ora gli studenti di altre religioni? Saranno considerati meno bravi degli altri in base alla loro fede?

Perché le attività formative che uno studente svolge nel proprio percorso formativo (volontariato, impegno politico e civile, esperienze lavorative ecc..) non sono regolate in nessun modo dal punto di vista dell'attribuzione di crediti (se non in maniera discrezionale che cambia da scuola a scuola) e la religione cattolica si?

La cosa che più ci sconvolge è sentire gioire il ministro Gelmini, che invece di preoccuparsi per lo stesso allarme che questa sentenza lancia ad esempio sulla mancanza nelle nostre scuole delle attività alternative all’ora di religione, mancanza che denunciamo da anni, interpreta la sentenza come una vittoria personale, senza prendere atto minimamente dei tantissimi problemi legati a questo argomento.

Invece di esultare ci spieghi come risolviamo le questioni che vanno dall'attivazione delle attività alternative, alla scelta degli insegnanti di religione, in questo momento ancora nominati direttamente dai vescovi e pagati dal ministero dell'istruzione, o al programma che questi ultimi devono svolgere, che nella pratica o diventa un catechismo o un'ora di insegnamento di morale cattolica, molto spesso veicolando messaggi sbagliati e inopportuni.

Questo sarebbe il compito di un ministro che ha a cuore la difesa di una scuola pubblica, laica e democratica, ma come sappiamo bene, non è questa l'idea di scuola del ministro Gelimini e di questo governo.



 
NOVITA'
Scritto da Administrator   
 

 CORSI DI RECUPERO AL FERMI DI VERONA: COSA VOGLIAMO?

        
                                    


Abbiamo iniziato la nostra battaglia per abbassare il costo dei corsi di recupero all’Istituto Fermi di Verona.

Abbiamo denunciato la nostra situazione e molti giornali, agenzie stampa, hanno pubblicato il nostro comunicato seguendo da vicino cosa sta accadendo nella scuola, qual è il vero stato dell’istruzione italiana, completamento diverso dai proclami trionfanti del Governo del Ministro Gelmini.

E’ il momento di dire cosa vogliamo fare.

Chiediamo di fare un incontro pubblico con il preside, per discutere del provvedimento e arrivare a un abbassamento della quota per i corsi di recupero.

Per arrivare a questo risultato abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, per dimostrare che quella circolare colpisce tutti noi, colpisce le nostre famiglie, colpisce il diritto allo studio di tutti gli studenti e tutte le studentesse.

Per questo iniziamo una raccolta firme tra gli studenti del Fermi, grazie alla quale potremo far vedere che il problema esiste e che noi vogliamo affrontarlo, responsabilmente.

Raccoglieremo anche segnalazioni da tutto il Veneto di quelle tantissime scuole nella stessa condizione.

La nostra scuola ha bisogno di finanziamenti per poter essere efficace, i tagli sono un omicidio colposo dell’istruzione pubblica, nella nostra prossima stagione di mobilitazione ci impegneremo, come sempre, per scoprire il velo di propaganda che aleggia sopra la desolante realtà.



 
MEMORIA STORICA
Scritto da Administrator   

 
RISPONDIAMO AL PDL: COMMEMORARE IL FASCISMO E' INFANGARE LA NOSTRA STORIA
.

    
                                                               


 

Non possiamo che definirci sconcertati dalla risposta del Popolo delle Libertà e della Giovane Italia di Padova di fronte allo scandaloso volantino affisso davanti alle scuole di Padova e Cadoneghe nei giorni precedenti il 25 Aprile.


La mancata presa di distanza e l’incredibile sostegno al contenuto del volantino rappresentano un chiaro esempio di come la data che ricorda la liberazione del nostro paese dalla dittatura nazi-fascista venga ancora una volta utilizzata per banalizzare ferite profonde della nostra storia nazionale e per strumentalizzare la storia.

Storia che evidentemente viene ritenuta solo utilizzabile ai fini propagandistici di partito e non un’occasione di riflessione e ricordo per i caduti per mano fascista.

Riteniamo infatti che frasi come “ la Resistenza si è macchiata di crimini orribili, anche peggiori di quelli fascisti” siano degli evidentissimi casi di falsificazione e di revisionismo, come anche porre a confronto con un diagramma i punti “pro” e “contro” dei partigiani e dei repubblichini.

Nel condividere l’idea che non esistano morti di serie A e di serie B, tuttavia non si possono ignorare le motivazioni e i valori per cui i partigiani hanno combattuto e sono caduti, valori su cui la nostra costituzione e la nostra repubblica si fondano, radicalmente diversi da quelli dei soldati repubblichini.

Il PDL della provincia di Padova dovrebbe dimostrare rispetto per la memoria di coloro che sono morti per consegnarci la democrazia in cui ora viviamo.







 
MEMORIA STORICA
Scritto da Administrator   

        
IL PDL NON RINNEGA LA COMMEMORAZIONE DEI FASCISTI DI SALO'

                 

 

Da "il Padova", 29/04/2010


 
 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 5 di 21
 

Foto

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner