MANIFESTAZIONI

17 NOVEMBRE:
DIRITTO ALLO STUDIO = DIRITTO AL FUTURO

Chiediamo più soldi per la scuola pubblica e il rinvio della riforma della secondaria

Lo sapevate che il prossimo anno negli istituti tecnici e professionali le ore diminuiranno (per tutti le classi), mentre i programmi saranno gli stessi?

Lo sapevate che migliaia di studenti devono che devono iscriversi alla scuola superiore non sanno a cosa iscriversi perchè non si saprà quali saranno le scuole superiori il prossimo anno?

Se non lo sapete, non sapete che il prossimo anno la scuola secondaria subirà la riforma che l'Onda era riuscita a rinviare l'anno scorso. Una riforma che riporta la scuola indietro nei secoli, e che è fatta sopratutto di tagli.

Tagli al nostro futuro, tagli al nostro diritto allo studio.


In tutte le città del Veneto in occasione della giornata mondiale per il diritto allo studio, organizzeremo Assemblee d'Istituto nelle scuole, eventi culturali nelle piazze e all'interno delle scuole e molto altro ancora. Per tutto il mese di Novembre organizzeremo Assemblee d'Istituto nelle scuole per discutere dei diritti degli studenti e dei tagli del governo all'istruzione pubblica.

Per saperne di più:

SCARICA LA PIATTAFORMA DEL 17 NOVEMBRE

SCARICA L'APPELLO IN DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO!

SCARICA IL MANIFESTO (PER LA STAMPA) (PER IL WEB)


leggi anche
 

RIFORMA SECONDARIA: UNA SCHEDA PER CAPIRCI DI PIU'

 

 
MANIFESTAZIONI

7 Novembre - TREVISO

Manifestazione Regionale





PRENDI IL TUO POSTO NELLA SCUOLA!



La nostra regione è ormai diventata il laboratorio di riferimento per le politiche “educative” del governo: buoni scuola, crediti per i frequentanti religione,etc. Il risultato è che direttive mirate al creare studenti di serie a e di serie b vengano fatte passare come provvedimenti giusti e mirati ad un vero diritto allo studio e ad una effettiva valorizzazione del merito. Nel frattempo i riconoscimenti dati ai ragazzi usciti con il 100 e lode dalla maturità vengono decurtati e tassati.

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MANIFESTAZIONI

La Rete degli Studenti Medi Veneto partecipa alla Marcia Mondiale per la Pace a Vicenza.


L'8 Novembre la Marcia Mondiale per la Pace e la non violenza passa per Vicenza.

Questa Marcia vuole creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall'alta probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.

Ci sarà una coloratissima manifestazione per l'intera città di vicenza, con la partenza di 7 raggi disarmanti ogniuno con un colore diverso, rappresentanti i 7 colori della bandiera della pace. L'obbiettivo è di portare un segnale di pace in ogni angolo di "guerra" della città, senza intasare la vita della città stessa. Ci muoveremo per i marciapiedi e ci faremo vedere nel modo più vistoso possibile.

La Rete degli Studenti Medi, insieme al mondo della scuola, organizza lo spezzone che da Campo Marzio percorrerà viale Verona per arrivare alla Maltauro Costruzioni, in zona industriale, una delle aziende più impegnate nella costruzione di installazioni di carattere militare in tutto il mondo.

Il colore che è stato assegnato è il Giallo, quindi sarebbe auspicabile che tutti, studenti e professori, partecipassero a questo raggio con un abito che richiami il colore del raggio!

L'appuntamento è alle ore 13 in Campo Marzo!

Ecco un riassunto del programma generale:
* Ore 13:00 - 17:00 Campo Marzo, Vicenza:
Manifest-Azione di Pace e Nonviolenza "Sette Raggi Disarmanti"
o Ore 13:30 partenza dei sette raggi disarmanti da Campo Marzo
o Ore 15:30 ritorno dei sette raggi disarmanti da Campo Marzo
o Ore 16:00 corteo verso Monte Berico
o Ore 17:00 momento conclusivo e termine evento

Si organizzano i trasporti da tutte le province venete, per informazioni sui trasporti chiama il 3480150673 (Matteo)

Per ogni altra informazione sull'organizzazione chiama il 346
3211513 (Sax)

 
MANIFESTAZIONI

GIOVANI MINISTRI CRESCONO, MA CONTINUANO A SBAGLIARE


Il 6 novembre in piazza per chiedere indietro la scuola, l’università, il futuro
.


Proprio ieri il ministro Gelmini annunciava di essere intenzionata a sposarsi e a scrivere un libro di favole. Forse sarà una raccolta di tutte le balle che ha raccontato sulla scuola e sull’università pubblica in questi mesi e sul suo operato. Attendiamo di vederla nelle librerie augurandole di non fare tanti errori come quando legifera.

Quel che per ora è certo è che nel libro delle favole ci sarà largo spazio alla riforma dell’università, ma si tratterà di un libro di favole dell’orrore.
Nonostante il ministro Tremonti oggi abbia salutato con entusiasmo la riforma universitaria, dicendo che “i giovani ministri” del governo crescono, la proposta del governo è l’ennesima ipoteca sul futuro del Paese e di noi giovani.

Il governo vuole distruggere l’università pubblica, riducendola ai minimi termini, togliendo qualsiasi spazio di democrazia e privatizzando quanto possibile. Tutto questo come al solito senza un disegno qualificazione: l’unica cosa chiara è la volontà di risparmiare.
Ma senza lilleri non si lallera: il nostro sistema di istruzione e formazione necessità di investimenti massicci per tornare a essere motore di sviluppo e di mobilità sociale, il governo invece scegli di disinvestire e di privatizzare.

Se affiancato alla “riforma” della secondaria il ddl sull’università ci restituisce un sistema nel quale l’istruzione di qualità non è un diritto ma un privilegio, riservato a chi può permettersi alternative al sistema pubblico: altro che merito, qui c’è dietro il trionfo dell’Italia delle raccomandazioni e dei familismi.

Basta vedere come nel ddl università viene affrontata la questione del diritto allo studio, trasformata in uno spot sulle eccellenze proprio all’indomani della figuraccia del ministero sui bonus agli studenti centini.

Quello che vogliamo è un aumento degli investimenti sull’istruzione e l’università, un sistema di diritto allo studio che garantisca il successo formativo per tutti, nessuno escluso, obbiettivo sottolineato anche dal presidente Napolitano nel suo discorso di inaugurazione dell’anno scolastico.

Ecco perché la Rete riprende un percorso di mobilitazione anche a fianco degli studenti universitari. Saremo con loro nelle iniziative cittadine il 6 novembre a Roma in una grande manifestazione nazionale: per chiedere indietro il nostro diritto allo studio. 

Da tutto il Veneto si organizzano pullman o treni per raggiungere il Sit-in, per ogni informazione contattateci!
Per info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; 3480150673(Matteo)

 
NOVITA'

Einaudi:CE L'ABBIAMO FATTA.

assemblea studenti einaudiNell'ultima settimana alcuni studenti dell'ITC Einaudi hanno richiesto alla loro preside, la professoressa Scala, l'usuale assemblea in cui vengono presentati i candidati per la rappresentanza studentesca dell'istituto.

La richiesta prevedeva anche un esterno che avrebbe accennato all'importanza della rappresentanza studentesca e avrebbe chiarito i dubbi al riguardo degli studenti.


La richiesta di svolgere l'assemblea presentata conformemente a quanto prescritto dalla Statuto degli Studenti nei tempi e nei modi formalmente corretti è stata inspiegabilmente respinta e uno dei candidati alla rappresentanza, Andrea Pittarello, esponente dell'associazione Rete degli Studenti Medi di Padova, è stato insultato e cacciato fuori, e anche nei giorni successivi è stato bersagliato dalle angherie della preside.

Lunedì mattina lo stesso Andrea Pittarello armato di megafono ha radunato gli studenti del suo istituto nel cortile e ha rivendicato il loro diritto a riunirsi e a dibattire su questioni così importanti per i ragazzi, soprattutto alla luce dei provvedimenti che il governo vuole approvare per riformare la scuola (PDL Aprea, progetto che annullerebbe la rappresentanza studentesca).

L'iniziativa ha riscosso successo tra gli studenti, che hanno partecipato in circa 500 rinunciando alla prima ora di lezione, ed è un passo importante nella vertenza che questi stanno portando avanti con l'appoggio dell'associazione della Rete degli Studenti.


La storia forse non appare nuova, i conflitti tra studenti e dirigenti non sono novità, ma è incredibile come ancora adesso, nel 2009, certi diritti fondamentali degli studenti nelle scuole vengano messi in discussione in questo modo.

Afferma infatti Margherita Colonnello, coordinatrice provinciale delle Rete degli studenti medi Padova e rappresentante di istituto del liceo Tito Livio

"Come associazione abbiamo sempre lavorato in vista di sinergie positive e propositive tra gruppo docente e mondo studentesco, tuttavia, gli episodi inaccettabili dei giorni scorsi avvenuti presso l'istituto Einaudi e la riuscitissima protesta di oggi debbono rappresentare un monito rispetto alla nostra totale inflessibilità laddove vengano messi in discussione i diritti fondamentali sanciti dallo statuto degli studenti"

 
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